Passato Prossimo

35,00 

Formato: 24×30 cm
Pagine: 96 + copertina + cofanetto
Carta interno: Arena rough white 140gr.
Copertina bodoniana rivestita Sirio color rough pietra 140gr. con stampa nero
Lingua: italiano
Brossura cucita
Stampa: digitale 4 colori

Descrizione

PASSATO PROSSIMO

I Comuni di Sesto San Giovanni e Crespi d’Adda han- no avuto una genesi simile a livello industriale: entrambi hanno visto nascere villaggi costruiti per accogliere, ospitare e facilitare la vita comunitaria degli operai vicino ai luoghi di lavoro. Gli edifici delle abitazioni operaie sono caratterizzati da uno stile semplice e funzionale mentre i servizi sono garantiti attraverso edifici e spazi pubblici come scuole, chiese, bagni pubblici, negozi. Il tutto costituisce in entrambi i casi una preziosa testimonianza della cultura industriale della Lombardia di fine XIX e inizio XX secolo. Pur condividendo la finalità dell’impianto urbanistico, lo sviluppo e il contesto dei due due villaggi sono però totalmente differenti: Crespi d’Adda è rimasto isolato in un contesto rurale e ha mantenuto un ambiente raccolto e immerso nel verde, conservando un’integrità che lo rende un “villaggio-museo” unico nel suo genere. Sesto San Giovanni, invece, si è espanso urbanisticamente e industrialmente fino a trasformarsi in un’area metropolitana integrata con Milano, perdendo in parte l’isolamento originario del villaggio per trasformarsi in una vera e propria città operaia. Due storie diverse del medesimo periodo industriale quindi, due sviluppi che raccontano modelli distinti di villaggio operaio: Crespi d’Adda è il progetto utopico e autosufficiente, sopravvissuto al tempo e alle trasformazioni sociali e industriali; Sesto San Giovanni è l’esempio di evoluzione in città industriale.

Informazioni aggiuntive

Alessandro Roncaglione e Giovanni Tamanza

Alessandro Roncaglione
Lavoro nel campo della fotografia e del video da molti anni. Vivere di immagini vuol dire cercare una visione personale. La ricerca di quel qualcosa in più che possa caratterizzare il lavoro e renderlo unico è il mio obiettivo. Il mio intento è quello di mostrare il lavoro altrui attraverso uno sguardo curioso e, se vogliamo, anche artistico. Inaspettato e quindi diverso. È la curiosità che mi spinge a interagire con l’ambiente che dà spazio ad ogni attività lavorativa, incluse le persone che lo vivono. Racconto quel che vedo ma cerco di vedere quello che sembrava nascosto prima che io lo fotografassi.

Giovanni Tamanza
Nasco a Monza nel 1971 e vivo a Sesto san Giovanni ( MI ),
da adolescente mi sono avvicinato e appassionato al disegno e alla pittura.
Successivamente, con la frequentazione dell’Istituto Statale d’Arte,
alla fotografia argentica e ai suoi aspetti tecnici.
Solo negli ultimi anni, grazie alla partecipazione di corsi e workshop,
l’approccio è diventato sempre più consapevole e critico.
Spero di riuscire a comunicare tramite le immagini, la ricerca continua.